"Cosimo Boni, he of many splendid trumpet solos."
- DownBeat. com

Cosimo Boni è un trombettista, compositore e bandleader italiano il cui lavoro è guidato da una profonda e costante fascinazione per il suono—i suoi colori, le sue sfumature e la sua capacità di comunicare oltre il linguaggio. Al centro della sua musica c’è una voce alla tromba immediatamente riconoscibile: lirica, radicata nella tradizione jazzistica e continuamente proiettata oltre i suoi confini. Attraverso la composizione e l’improvvisazione, Boni ricerca un suono inequivocabilmente personale, modellato non da limiti stilistici, ma dalla curiosità, dalla vulnerabilità e da un’instancabile volontà di esplorare nuove forme espressive.
Per Boni, ogni collaborazione rappresenta un’occasione per ripensare il proprio linguaggio musicale. I suoi progetti nascono dal dialogo—con musicisti, culture e discipline artistiche diverse—e riflettono la convinzione che la musica più significativa nasca da uno scambio autentico. A proprio agio sia alla guida dei suoi ensemble sia nel ruolo di sideman, porta la stessa apertura e intensità creativa in ogni contesto, accogliendo l’imprevedibilità come parte essenziale del processo artistico.
Nato a Reggello, vicino a Firenze, Boni ha scoperto la tromba attraverso il suono di Miles Davis, un incontro che ha segnato l’inizio di un percorso di esplorazione durato tutta la vita. Dopo i primi studi con il trombettista fiorentino Franco Baggiani, ha ottenuto una borsa di studio per il Berklee College of Music in seguito alla partecipazione alle Umbria Jazz Clinics. Ha poi completato sia il Bachelor che il Master in Contemporary Jazz Performance presso il Global Jazz Institute del Berklee College of Music, studiando e suonando con alcune delle figure più influenti del jazz contemporaneo, tra cui Danilo Pérez, Joe Lovano, John Patitucci, Anat Cohen, Terence Blanchard, Vijay Iyer, Antonio Sánchez, Sean Jones, George Garzone, Darren Barrett e Rudresh Mahanthappa.
Queste esperienze hanno plasmato non solo la sua formazione musicale, ma anche la sua visione artistica: un impegno ad ascoltare profondamente, a mettere in discussione i linguaggi consolidati e a lasciare che ogni incontro musicale diventi parte integrante della propria voce. Le sue esibizioni lo hanno portato in festival e club come il Newport Jazz Festival, il Dizzy’s Club di New York e il Dominican Republic Jazz Festival, mentre i suoi ensemble si sono esibiti in Europa e negli Stati Uniti.
Le registrazioni di Boni riflettono questa continua ricerca di crescita artistica. I progetti collaborativi Leave It Blank for Now e Xenya rivelano un compositore profondamente interessato alla creazione collettiva, mentre il suo album d’esordio da leader May Be (Unable to Return) (Fresh Sound New Talent, 2023) ha introdotto un universo musicale in cui scrittura lirica, interazione spontanea ed esplorazione sonora convivono naturalmente. Il suo più recente lavoro, We Say (2025), realizzato con il sassofonista norvegese Magnus Bakken durante una residenza artistica presso l’Istituto Italiano di Cultura di Oslo, riflette ulteriormente il suo impegno nell’attraversare confini geografici e musicali alla ricerca di nuove prospettive artistiche.
Più che perseguire una destinazione musicale definitiva, Cosimo Boni abbraccia l’idea che la musica sia un processo continuo di trasformazione. Ogni esecuzione, composizione e collaborazione diventa parte di un linguaggio artistico in evoluzione—che privilegia l’autenticità rispetto alla certezza, il dialogo rispetto alla convenzione e la ricerca incessante di nuovi suoni rispetto alla comodità del già noto. È questo spirito di esplorazione, insieme a un suono di tromba che gli ascoltatori riconoscono immediatamente come suo, a definire il suo lavoro oggi.